Simona Cavalazzi

Area didattica

È forza e passione, uno sguardo insieme metafisico e innovativo. Con lei nulla resta fermo: rompe gli schemi e apre nuove prospettive.

La mia storia teatrale comincia nel 2005, quando ho varcato la soglia della scuola “Artis” di Pescara. Lì ho respirato per la prima volta il profumo delle tavole di legno, entrando anche a far parte della compagnia.

Dal 2008 il mio cammino si è intrecciato con quello della scuola “Didattica Teatrale A.P.S.” e in questo contesto ho conosciuto Jurij Alschitz e il suo straordinario lavoro di pedagogia teatrale.

Nel 2012 sono arrivati altri incontri decisivi: Gary Brackett del Living Theatre, Patrizia Hartman, Massimo Munaro e il Teatro del Lemming. Ognuno di loro ha aggiunto uno sguardo, un’energia, un insegnamento prezioso al mio percorso.

Con Jurij Alschitz, dal 2014 in poi, ho approfondito il senso stesso del fare teatro e dell’insegnarlo. Ho esplorato con lui la “Metafisica del Teatro”, il “Gioco delle perle di vetro”, le radici del rito e del mito, fino ad arrivare a un teatro inteso come pedagogia e come arte. I suoi corsi, i certificati e i diplomi conseguiti con lui hanno trasformato profondamente il mio modo di vivere la scena.

E mentre studiavo, recitavo. Ho abitato le commedie leggere come *Hotel del libero scambio* e i viaggi lontani come *Viaggio in America*. Ho dato corpo alla tragedia con *Antigone*, ho partecipato a uno spettacolo ispirato a *La bella e la bestia*, ho attraversato le riflessioni de *La tentazione di esistere* e ho messo in scena un mio monologo, *Madre e ossa*. Ho inoltre curato la regia della rassegna *Pianeta Venere*, un progetto dedicato all’universo femminile che mi ha permesso di esplorare il teatro anche da una prospettiva diversa, più corale e creativa.

Così la mia storia teatrale è diventata un intreccio di studi, palcoscenici e incontri: una trama viva che continua a crescere, ogni volta che si accende una luce sul palco.